La Penna Della Rinascita

Come è cambiato il mio rapporto con il cibo durante il percorso di dimagrimento

Pubblicato il 26 novembre 2025 · Categoria: Mounjaro

Il mio rapporto con il cibo è sempre stato complesso. Per anni ho alternato periodi di entusiasmo e disciplina a momenti di totale perdita di controllo. Mangiare non era solo “nutrirsi”: era una risposta emotiva, una valvola di sfogo, un modo per non pensare.
Quando ho iniziato il mio percorso di dimagrimento, non avevo idea che il cambiamento più grande non sarebbe stato sulla bilancia… ma nella mia testa.

Il cibo come abitudine, non come soluzione

La prima cosa che ho capito è che molte delle mie scelte alimentari non avevano nulla a che vedere con la fame.
Ero abituato a mangiare per:

  • noia

  • stress

  • ricompensa

  • abitudine sociale

  • automatismi (es. divano = snack)

Riconoscere questo è stato uno dei passi più importanti. Non parlo di diete, né di nutrizione, ma della consapevolezza che avevo perso il controllo del “perché” mangiavo.

La sensazione di “pace” che non avevo mai provato

Una delle cose più sorprendenti del mio percorso è stata riscoprire la sensazione di tranquillità nei confronti del cibo.
Non mi sentivo più divorato dall’ansia di pensare continuamente a cosa mangiare dopo, o da quel senso di dipendenza emotiva che mi accompagnava da anni.

Per la prima volta, mi sono trovato a vivere i pasti come parte della giornata, non come l’unico momento da aspettare o temere.

Imparare a distinguere la fame dalle emozioni

Una delle scoperte più utili è stata capire quando avevo davvero fame… e quando invece avevo solo bisogno di distrarmi.
Non è stato facile, e non è stato immediato.

Ho iniziato a farmi delle semplici domande quando sentivo il bisogno di mangiare:

  • “Ho fame o sono stressato?”

  • “Sto cercando gusto o consolazione?”

  • “Potrei anche non mangiare ora?”

Non sempre la risposta era giusta, ma il fatto di fermarmi a riflettere cambiava tutto.

Il piacere del cibo non è sparito: si è trasformato

Una cosa che voglio chiarire è che non ho smesso di amare il cibo. Anzi, paradossalmente lo apprezzo di più.
La differenza è che oggi:

  • mangio più lentamente

  • assaporo davvero ciò che ho nel piatto

  • non vivo il cibo come una “fuga”

  • scelgo ciò che mi fa stare bene davvero

Il gusto è diventato parte dell’esperienza, non una rincorsa compulsiva.

 

La libertà mentale è la conquista più grande

La cosa che apprezzo di più di tutto questo percorso non è stata la perdita di peso.
È stata la libertà.

La libertà di:

  • non essere schiavo della fame emotiva

  • non pensare 24/7 al cibo

  • non mangiare per riempire un vuoto

  • non sentirsi in colpa dopo un pasto

È un tipo di libertà che non avevo mai provato nella mia vita adulta.

Un percorso personale, non un modello

Non sto suggerendo strategie, diete o comportamenti.
Racconto solo ciò che ho vissuto e come questo percorso ha cambiato la mia percezione del cibo e di me stesso.

Ogni esperienza è diversa, ogni persona ha la propria storia, i propri ostacoli e le proprie vittorie.
Il mio unico intento è mostrare che il cambiamento più grande, a volte, avviene dentro di noi, prima ancora che fuori.